VI EDIZIONE DEL
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA
“PALABRA EN EL MUNDO”
La poetica s’effonde ovunque la
cultura venga accolta come matrice portante di costruttivo arricchimento umano.
A riguardo, “ Palabra en el mundo”, una manifestazione annuale, attualmente
giunta alla sesta edizione, alla quale di consuetudine vi partecipano 750 paesi
del mondo, si prefigge di divulgare ciò. L’accezione mondiale dell’evento diviene
un caposaldo non sottovalutabile per l’incontro e l’approccio social-culturale
delle località e degli individui aderenti. Il fondamento cardine della rassegna
è basato sull’unione dei popoli in un unico comun denominatore, ossia la Pace,
quest’ultima divulgata, espressa e condivisa attraverso il mezzo poetico. Una
manifestazione, che nella totale gratuità della mediazione tra diversità
antropologiche e geografiche, riesce ad essere efficacemente ravvivante ed
utile nell’approccio dell’individuo con il mondo.
In qualità di partecipante, io Meloni
Enrica, Credendo personalmente nelle potenziali risorse della poesia, e
soprattutto che anche tale attività possa esser fiorente di un positivo input
alla comunicazione cosmopolita.
LE RESPONSABILITÀ ATTIVE VERSO LA CULTURA.
La rassegna è sita ovunque si conduca un
percorso comunicativo sull’uguaglianza umana. Individualmente, ciascuna mente
manifesta il libero arbitrio, nel divulgar un soggettivo comunicato di pace
culturale attraverso l’organizzazione d’eventi, letture, collaborazioni dirette
tra artisti e tutti coloro che vogliano in nome della Pace, donar un proprio
contributo alla realizzazione della riscoperta poetica, che potrà esser diffusa
in larga scala tramite differenti organizzazioni espressive, ogni singolo individuo
è in modalità diretta invitato ad esser partecipe. Istituti d’istruzione,
biblioteche, associazioni culturali, testate giornalistiche e emittenti radio
sono vivamente incentivate e sensibilizzate a questo meritevole incontro
culturale. Il Giornalino di Siliqua, dona senza scopi di lucro, lungi da
qualsiasi mercimonio, la sua presenza diretta all’evento, delineando cosi la
propria opera esplicativa negli annali di quella pace, marginalmente ancora
subordinata in svariate nazioni del mondo. (Nella foto, Rech Annalis, l’albero della pace).
Palabra en el mundo
diviene un’etica coscienziosa, un’esorcizzazione graduale a qualsiasi forma
discriminatoria presente nel contesto sociale. La strumentalizzazione del mezzo
poetico è un risvolto autentico verso un riscatto spirituale degli uomini.
Poesia, come metodica spirituale di un ricrearsi, opposto al depauperamento dei
limiti infecondi che un sistema di non conoscenza, privato d’ istruzione e
valori morali, renderebbe la pedagogia d’ogni individuo tentennante e
irascibile alle positività del rapporto con culture di differente identità. Un verso collocato in strofe dal
fraterno messaggio, spesso diviene fonte d’ inesauribile ausilio verso una
visione del mondo tanto più completa e cosciente quanto solidale e cooperante.
Il donare versi è uno scambio forte ed incisivo, non solo tecnica letteraria ma
anche epistola di pace. Non solamente rime fine a se stesse ma anche
comprensione dell’altro.
DIVULGAZIONE ED ADESIONE ALL’EVENTO:
Chiunque volesse render
la poesia, fioritura di un messaggio di fratellanza pacifica rivolto ai paesi
di diversa nazionalità o anche semplicemente a coloro che sono a loro prossimi,
potrebbe sviluppare e far conoscere la propria creatività poetica aderendo
all’iniziativa e seguendo le indicazioni presenti nella scheda sottostante
riproposta anche nella nostra testata.
I dati richiesti: Ad ogni organizzatore si domandano i seguenti dati, che verranno inclusi nel programma generale del Festival e diffusi nel mondo Nazione, città o paese: location scelta per l’evento: (es. Scuola, caffè letterario Pasolini, etc.), giorno: ( E’ possibile realizzare un’iniziativa al giorno per tutti i giorni di Parola Nel Mondo), generalità organizzatore: generalità poeti partecipanti: e-mail di riferimento: eventuale patrocinio di: Ogni organizzatore dovrà comunicare, a fine evento, un sunto dell’esperienza che verrà divulgato tra i canali internazionali di competenza del Festival. Riferimenti, info, adesioni per l’Italia: G.Mulas – mulasgiovanna@yahoo.it /direzioneisolanera@yahoo.it Tito Alvarado (presidente honorario Proyecto Cultural Sur) pcsur@aei.ca Gabriel Impaglione (director Revista Isla Negra) poesia@argentina.com Alex Pausides (presidente Festival Internacional de Poesía de La Habana) proyectosurcuba@uneac.co.cu Equipo de comunicación: Carolina Orozco (Responsable del blog oficial del Festival) pcsur-nc@colombia.com Cintia Oliva (responsable página web del festival) -cinoliva@gmail.com; |
La partecipazione non
esenta nessuno, dar un proprio contributo alla pace è un gesto inopinabilmente
apprezzabile. I poeti, senza tacere discorrono spesso, operando anche in
maniera silenziosa nelle più sconosciute forme di sostegno sociale, essi sono
l’emblema della lotta contro l’emarginazione, i sostenitori delle cause a
favore dei più deboli, sono menti, in taluni casi, depoliticizzate ma temerarie
nel ricercar quel riscatto esistenziale, che ancora tanti individui non
possiedono. Sono i fautori di traguardi ambiti, figli di quella speranza che
mai cessa di manifestarsi nei contesti d’ogni anfratto di mondo. Sono parole,
pronunciate nei silenzi di chi dormiente, non s’accorge che rinunciando al
riposo, essi continuano imperterriti a parlar alle società in attesa d’esser
uditi. Poeti, esponenti d’un sostegno all’umano, d’apparente sola retorica ma
di marcata efficacia.
POETI, INESAURIBILI VOCI AL COSPETTO DEI REGIMI.
Poeta peruviano, esponenziale mano poetica della cultura ispanoamericana
del secolo XX - assieme a Neruda e Huidobro - e una delle voci più originali
della lingua spagnola.
Un testimone di morti, corrose dall’empietà arbitraria d’un sistema
politico lesivo per le genti della sua patria. Incessante ricercatore della
salvezza dopo l’espiazione delle torture sociali dell’epoca; solidale con i
meno abbienti abbandonati del sistema capitalista. In diverse tappe della sua
instancabile opera umana si notano gli influssi del modernismo, l’
avanguardia, l'indigenato, la poesia sociale e l'impatto di eventi storici
come la Guerra Civile Spagnola. Autore di "Los heraldos negros" (1918) e
"Trilce" (1922). Scrittore antifascista, visibilmente riconoscibile
dall’opera "Tugsteno".
Gli
araldi neriCi sono colpi nella vita, così forti…io non so! Colpi come l’odio di Dio; come se di fronte ad essi, la risacca di tutto il sofferto ristagnasse nell’anima…Io non so! Sono pochi; però sono…Aprono solchi scuri nel volto più fiero e nel lombo più forte. Saranno forse i puledri di barbari Attila; o gli araldi neri che ci invia la Morte. Son le cadute profonde dei Cristi dell’anima, di qualche fede da adorare che il Destino bestemmia. Questi colpi sanguinosi sono i crepitii di qualche pane che sulla porta del forno ci si brucia. E l’uomo…Povero…povero! Gira lo sguardo, come quando una pacca sulla spalle ci chiama; Gira gli occhi pazzi, e tutto il vissuto ristagna, come una pozzanghera di colpa, nello sguardo. Ci sono colpi nella vita, così forti…Io non so! Lauro De Bosis Esempio antifascista fin dalla marcia su Roma, nel 1924, presente in territorio statunitense in qualità di promulgatore di conferenze dal carattere storico, letterario e filosofico dalla società Italo-americana di New York. Qui imperterrito, dibatté il suo dissenso verso i metodi della dittatura fascista in patria e per la sfrontata propaganda che gli agenti di Mussolini facevano per il dittatore. Si ricorda la sua opera poetica “ Icaro” del 1927. LOTTA ISOLANA NELLA POETICA CONTRO IL POTERE ED I SOPRUSI. Don Francesco Ignazio Mannu (Ozieri, 18 de maju de su 1758 - Cagliari, 19 de austu 1839) fizu de sos nòbiles Giovanni Michele e Margherita Ruig. Aiat istudiadu in Utieri e in s'Universidade de Tathari inue si fit laureadu in Leges. Poi 'e sa làurea si fit trasferidu a Casteddu inue aiat pratigadu sa carriera legale. Finas si fit vicinu a sas positziones polìtigas de Giovanni Maria Angioy non dd'aiat subidu cunsecuèntzias, difatis in su 1798 faghiat parte de sos tres nùmenes propostos su 1 de martu dae sa Reale Udientza pro sa càrriga de Vice Intendente Generale. Franziscu Mannu at iscritu s'innu Su patriottu sardu a sos feudatarios.
( TRATTO DA P. A. Bianco - F.
Cheratzu, Su patriottu sardu a sos feudatarios, Sassari, 1991 )
|
Procurade de moderare
Procurad'e moderare
Barones, sa tirannia
Chi si no, pro vida mia,
Torrades a pés in terra
Decrarada est giaj sa gherra
Contra de sa prepotentzia
Incomintzat sa passentzia
In su pobulu a mancare
Barones, sa tirannia
Chi si no, pro vida mia,
Torrades a pés in terra
Decrarada est giaj sa gherra
Contra de sa prepotentzia
Incomintzat sa passentzia
In su pobulu a mancare
Mirade ch'est pesende
Contra de bois su fogu
Mirade chi no est giogu
Chi sa cosa andat 'e veras
Mirade chi sas aeras
Minetan su temporale
Zente cunsizzada male
Iscurtade sa 'oghe mia
Contra de bois su fogu
Mirade chi no est giogu
Chi sa cosa andat 'e veras
Mirade chi sas aeras
Minetan su temporale
Zente cunsizzada male
Iscurtade sa 'oghe mia
No apprettedas s'isprone
A su poveru ronzinu,
Si no in mesu caminu
S'arrempellat appuradu;
Mizzi ch'es tantu cansadu
E non 'nde podet piusu;
Finalmente a fundu in susu
S'imbastu 'nd 'hat a bettare.
A su poveru ronzinu,
Si no in mesu caminu
S'arrempellat appuradu;
Mizzi ch'es tantu cansadu
E non 'nde podet piusu;
Finalmente a fundu in susu
S'imbastu 'nd 'hat a bettare.
Su pobulu chi in profundu
Letargu fit sepultadu
Finalmente despertadu
S'abbizzat ch 'est in cadena,
Ch'istat suffrende sa pena
De s'indolenzia antiga:
Feudu, legge inimiga
A bona filosofia!
Letargu fit sepultadu
Finalmente despertadu
S'abbizzat ch 'est in cadena,
Ch'istat suffrende sa pena
De s'indolenzia antiga:
Feudu, legge inimiga
A bona filosofia!
...
Custa, populos, est s'ora
D'estirpare sos abusos
A terra sos malos usos
A terra su dispotismu
Gherra, gherra a s'egoismu
E gherra a sos oppressores
Custos tirannos minores
Est pretzisu umiliare
D'estirpare sos abusos
A terra sos malos usos
A terra su dispotismu
Gherra, gherra a s'egoismu
E gherra a sos oppressores
Custos tirannos minores
Est pretzisu umiliare
Si rammenta che questa è la versione comunemente nota e divulgata, i
documenti storici ne rilevano una versione integrale composta da un numero
maggiore di strofe, chi fosse interessato alla lettura potrà reperir il testo
al seguente link: http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=174.
LA VOCE DEI
POETI CONTEMPORANEI, IL LORO CONCETTO DI PACE ATTRAVERSO LE PAROLE NEL MONDO.
<<-Palabras en
el mundo è la dimostrazione che un altro mondo è possibile! E’ possibile
cambiare il mondo con la poesia, è possibile cambiare il mondo con la bellezza,
è possibile cambiare il mondo con la nostra rivoluzione umana che spandendo
semi di nuovo umanesimo può determinare un cambiamento radicale arrivando al
cuore della gente ne cambia lo stato vitale e purifica le anime lavandole dal
veleno della spotizzazione imperante, invitando a viaggi interiori, a navigare
nel mare dello spirito in antitesi all’andare di questo pianeta impazzito e martoriato dai
suoi abitanti che vedono nel dio denaro l’unico valore da adorare. Poesia è
taumaturgia, è catarsi, è leggere tra le righe nella tristezza e nell’allegria.
Dove c’è poesia non può esistere la guerra, dove bellezza alberga non c’è posto
per egoismo e tirannia e l’ingiustizia diventa un’utopia. Hasta la poesia,
siempre!->>.
Il poeta dona questi suoi versi, rivolgendoli ad ogni lettore
che nel simbolismo della pace si capacita d’ascoltare:
E poi ci sei tu, poesia, sempre più mia,
negli echi di luce a respirare amore,
mano tesa nel buio nuvole a sgomberare.
E cantamelo tu quel canto magico che incanta
e narrami il racconto del tempo senza tempo
che filtra negli interstizi ad azzurrare spazio
e caracolla in lampi di follia, là, tra la folla,
nel viaggio temporale del ritmo universale sale
e impregna il mondo di malinconia nel dissodare
i solchi siccitosi di terra calcinata dal sole,
il sole che finisce in sale nell’arida allegria
dei vuoti a perdere di vacue vite a consumare,
negli angoli remoti di guerre in terre di gramigna,
abbandonate nella mente della gente ansante.
E allora, ancora, ci sei tu poesia, sempre più mia.
E cantami di nuovo quel canto che incanta ed è luce,
è acqua che scorre a dissetare anime riarse,
è vento e seme che soffia inseminando il ventre
di madri assopite al suono della nenia che rinasce
a disvelare il mistero della vita sussurrando
nel caldo vapore di labbra schiuse in armonia.
Gianni Mascia
<<- La pace!!
Invocarla a gran voce dai quattro lati del pianeta in una riunione poetica con semplicità e naturalezza esprimendo “parole dal mondo” e “voci dal vento” in quelle fatidiche 5 giornate di maggio.
Tula lo fa da tre anni con determinazione col suo festival, per unirsi ad altri 750 paesi nel mondo per gridare univocamente a quel bambino che legge poesia in un canto collettivo affinché la fraternità sogni con noi il miglior futuro per tutti->>.
Invocarla a gran voce dai quattro lati del pianeta in una riunione poetica con semplicità e naturalezza esprimendo “parole dal mondo” e “voci dal vento” in quelle fatidiche 5 giornate di maggio.
Tula lo fa da tre anni con determinazione col suo festival, per unirsi ad altri 750 paesi nel mondo per gridare univocamente a quel bambino che legge poesia in un canto collettivo affinché la fraternità sogni con noi il miglior futuro per tutti->>.
Un dono poetico del poeta come omaggio riflessivo
sull’essenza del progetto:
Oh paghe, tue chi attis bonos disitzos - Oh pace,tu che porti sani desideri
e ti pones in conca piangente corona mettendoti in capo piangente corona
de isteddas in chelu reina e padrona di stelle nel cielo regina e padrona
e in terra natia atzendes sos litzos in terra natia illumini i volti
che mama soberana cun bonos cussitzo come buona madre con sani consigli
a tottu su mundu macchine perdona al mondo intero pazzia perdoni
pontzende in su mundu gherras a parte mettendo guerre nel mondo a parte
inondendedi tue, de poetica arte. inondandoti tu, di poetica arte.
e ti pones in conca piangente corona mettendoti in capo piangente corona
de isteddas in chelu reina e padrona di stelle nel cielo regina e padrona
e in terra natia atzendes sos litzos in terra natia illumini i volti
che mama soberana cun bonos cussitzo come buona madre con sani consigli
a tottu su mundu macchine perdona al mondo intero pazzia perdoni
pontzende in su mundu gherras a parte mettendo guerre nel mondo a parte
inondendedi tue, de poetica arte. inondandoti tu, di poetica arte.
Frantziscu Masia
Parole dalla sarda penna del Masia:
Oh paghe, tue chi attis bonos disitzos
e ti pones in conca pianghente corona
de isteddas in chelu reina e padrona
e in terra natia atzendes sos litzos
che mama soberana cun bonos cussitzos
a tottu su mundu macchine perdona
pontzende in su mundu gherras a parte
inondendedi tue, de poetica arte.
Frantziscu Masia
TRADUZIONE..
Oh pace,tu che porti sani desideri
mettendoti in capo piangente corona
di stelle nel cielo regina e padrona
in terra natia illumini i volti
come buona madre con sani consigli
al mondo intero pazzia perdoni
mettendo guerre nel mondo a parte
inondandoti tu, di poetica arte.
e ti pones in conca pianghente corona
de isteddas in chelu reina e padrona
e in terra natia atzendes sos litzos
che mama soberana cun bonos cussitzos
a tottu su mundu macchine perdona
pontzende in su mundu gherras a parte
inondendedi tue, de poetica arte.
Frantziscu Masia
TRADUZIONE..
Oh pace,tu che porti sani desideri
mettendoti in capo piangente corona
di stelle nel cielo regina e padrona
in terra natia illumini i volti
come buona madre con sani consigli
al mondo intero pazzia perdoni
mettendo guerre nel mondo a parte
inondandoti tu, di poetica arte.
SEGNALO UN’INTERESSANTE RASSEGNA:
Ci convochiamo per costruire il possibile e l’impossibile.
Il 19 maggio a Tula si svolgerà la III° edizione organizzata dall’Associazione Culturale G. M. Baravaglia, nell’anfiteatro comunale a partire dalle ore 18 parleranno di pace al mondo:
I poeti : Francesco Masia(Tula); Stefano Demelas(Chiaramonti) ;Giuseppe Pintore (Ortueri); Lussuriu Cambiganu(Pattada); Salvatore Sini(Berchidda); Gabriel Impaglione(Buenos Aires).
Le poetesse :Annamaria Careddu( Tempio); Giovanna Lai (Ozieri); Tetta Becciu (Ozieri); Marina Mastino (Olbia); Vittoria Carzaghe(Laerru);
Le scrittrici e poetesse: Giovanna Mulas(Lanusei); Enrica Meloni(Siliqua).
Reciteranno : Carmela Arghittu (Pattada): Paola Manca(Tuscania); Feliciana Cocco (Tula): Nino Pericu(Oschiri):
Canteranno: Gianluca Cotza(5° moro) Lucia Budroni; Carla Denule; Manuela Gruada; Il coro "Città di Ozieri".
Il critico D’arte Roberto Carta e il Tipografo Gianni Biddau illustreranno
il libro” Boghes dae su bentu”.
Le pittrici Daniela e Anna Squintu esporranno le loro opere poetico-pittoriche.
Conduce la serata Don Giacomino Fara.
Al Mixer il musicista Giovanni Becca.
Il 19 maggio a Tula si svolgerà la III° edizione organizzata dall’Associazione Culturale G. M. Baravaglia, nell’anfiteatro comunale a partire dalle ore 18 parleranno di pace al mondo:
I poeti : Francesco Masia(Tula); Stefano Demelas(Chiaramonti) ;Giuseppe Pintore (Ortueri); Lussuriu Cambiganu(Pattada); Salvatore Sini(Berchidda); Gabriel Impaglione(Buenos Aires).
Le poetesse :Annamaria Careddu( Tempio); Giovanna Lai (Ozieri); Tetta Becciu (Ozieri); Marina Mastino (Olbia); Vittoria Carzaghe(Laerru);
Le scrittrici e poetesse: Giovanna Mulas(Lanusei); Enrica Meloni(Siliqua).
Reciteranno : Carmela Arghittu (Pattada): Paola Manca(Tuscania); Feliciana Cocco (Tula): Nino Pericu(Oschiri):
Canteranno: Gianluca Cotza(5° moro) Lucia Budroni; Carla Denule; Manuela Gruada; Il coro "Città di Ozieri".
Il critico D’arte Roberto Carta e il Tipografo Gianni Biddau illustreranno
il libro” Boghes dae su bentu”.
Le pittrici Daniela e Anna Squintu esporranno le loro opere poetico-pittoriche.
Conduce la serata Don Giacomino Fara.
Al Mixer il musicista Giovanni Becca.
La manifestazione gode del patrocinio
della Provincia di Sassari dei comuni di: Tula; Oschiri; Ozieri; Chiaramonti;
Erula e Laerru.
Il tutto sarà trasmesso da varie radio nel mondo attraverso Radio Genesis di Buenos Aires
condotta dalla giornalista Teresa Fantasia.
A fine serata saranno consegnati gli attestati di presenza..
Il tutto sarà trasmesso da varie radio nel mondo attraverso Radio Genesis di Buenos Aires
condotta dalla giornalista Teresa Fantasia.
A fine serata saranno consegnati gli attestati di presenza..
<<- 'La poesia è una gioia che si partorisce tra destini complici nelle
radici delle cose' .
E se la poesia non è altro che l'immagine meravigliosa dell’ esistenza
stessa posso tranquillamente affermare che anche la Pace, l'Amore universale o
la Tolleranza sono gioie, come la poesia, che si trovano nelle radici semplici
delle cose e che nascono dalla comunione di forze interiori. Ecco il segreto
che le accomuna: la semplicità! Hanno origine nella chiarezza elementare tutte
le cose che appartengono all’universo infinito. La Pace intesa in questo senso,
non è solo un valore sociale o un concetto filosofico, applicabile ad un
macrocosmo più o meno organizzato, ma diventa comunicazione e metro di
valutazione, di consapevolezza personale attraverso cui educarsi per meglio
formare ed istruire. ‘Chi altro può parlare di Pace con la certezza che essa è
possibile, se non tu, che hai il vantaggio di attingere a piene mani al fondo
di quella riserva utopica che ti ha dato il Signore?’ (‘Omelie e scritti
quaresimali’ don Antonio Bello.) La Pace è un percorso intimo di rispetto
dell’altro e di confronto al fine di conoscere i propri limiti e quelli altrui
camminando verso la sacralità delle persone. Infatti non c’è Pace quando ci si
inorgoglisce di fronte allo sgarbo ricevuto, di fronte ad un torto, una
mancanza, anche non volontaria. La Pace dovrebbe essere un modus vivendi, una continua applicazione possibile affinché la
crescita umana e sociale vada verso evoluzioni sostanziali sul piano
intellettivo ed emozionale di ciascun individuo. R.P.
La Pace
Le cose distanti
assenti al nodo delle
mani
si lasciano alla corrente
dei venti
come si fa con la vela
in mare.
Dimmi
questo spartiacque
diradato
è il mio passo breve?
Di Rita Pacilio
Enrica Meloni
Il mio pensiero sulla pace:
<<-Nulla diverge dal mondo come il claudicare delle
disuguaglianze umane, denigrabili atti, acri ed anguste azioni discriminatorie,
insorgono lesive nella dignità di ciascun individuo. La poesia, mai effimera,
coraggiosa parabola, che sorvola indelebile le vette del riscatto. Voce, priva
di pentimento, spiritualità mutata in ogni pertugio d’animo, che silenzioso
irrompe nella richiesta di un benestare. La pace come diritto inalienabile
dell’uomo, fonte che placa qualsiasi arsura d’amore e di quiete. Non esisterebbe
endecasillabo alcuno dalla scarsa efficacia, se il poeta, unendosi ad altri
ricercatori del diritto, continuasse a lottare per la conquista della meta
vitale: la libertà, quell’emancipazione ad esser attori del cosmo senza
copione, divenendo autori di sé nel sacrosanto agire delle proprie salutari e
mansuete intenzioni. La pace, un cammino decisamente sinonimo di civile e mai
tormentata dimora , riposo dal travaglio, comunicazione prossima con i sorrisi
di sguardi circostanti. Il dualismo tra poesia e pace non è vano, è una
sommatoria di molteplici elementi, sfociati in un risultato aggradante : la
serenità di corpi, animati dal piacere interiore d’esser rete sociale attiva,
mente gioviale verso la costruzione del bene condiviso->>.
La mia poesia
Di vital sospiro sortirà ogni vocabolo,
anfratti d’esaustiva matrice d’anima,
solarità d’impulso soave.
Concetto d’un aforisma di saggio rimarcar,
madre temporale dell’aittanza morale,
massima espression d’un albergar emozionale.
Insostituibile e combattiva essenza,
sii tu nobil firmamento d’indelebil inchiostro.
D’un creato mirabile beatifichi cartigli mortali.
Passion di fedel amor,
assenza d’un paradosso indiscusso,
membro ammirabile, sii tu mia poesia.
( Tratto da pag.35 “Eventi in versi” Edizioni la Rondine,
Catanzaro 2012)
Fautrice di grazia
Veemente, risorgivo e sublime gaudio melodico.
Posar di maestria, loquace consorte diva.
Ammirabil femminilità, vestale d’una sol virginea
essenza d’un sonoro etereo.
Risuonabil cantico di fascinose note che van
ammaliando sinapsi d’autore.
Pronunciar lirico, portatrice d’un rallegrante
battezzar che di quiete, ravviva la posa tua.
Fautrice d’un diaulos prestante.
Virgulto poetico d’ogni moral pentagramma.
Ispiratrice di un’emozionalità contro effimere stasi
di cuore.
Foce d’un plateal sussurro, parlamento d’un’egida
sagace.
Sii tu, Euterpe, manna d’ogni arte che
di te porta l’essenza.
( Tratto da pag.22 “ Eventi in versi”
Edizioni la Rondine, Catanzaro 2012)
ENRICA MELONI E LA SUA
OPERA “ EVENTI IN VERSI”, UN PARTORIR D’ANIMO NELLA PACE DELLA RIFLESSIONE
SOCIALE.
Eventi in Versi è un testo che include
cinquanta componimenti poetici, trattanti contenuti plurimi, mai monotematici
ma spazianti nelle varie sfaccettature della quotidianità umana. Versi che si
delineano nell'interpretare soggettivo del lettore, non possiedono accezioni
d'autobiografismo, ma rappresentano uno spaccato sociale di quelle che sono le
diversità esistenziali dell'uomo. Vicende, momenti, istanti che si ramificano
in un excursus differenziato nell'interiorità dei protagonisti innominati delle
strofe. Eventi in versi, un
titolo non casuale, bensì l'apice del procedere di vite contemporanee che
s'incontrano nel contesto moral-sociale dell'opera. In esso, momenti di
travaglio umano, paralleli a realtà di pace che solamente la beltà della poesia
potrebbe contemplarli.
CHIUNQUE DESIDERASSE L’OPERA POTREBBE
INVIAR UNA MAIL ALL’INDIRIZZO : enricamln@libero.it
LA POESIA NEI PROFONDI SENSI DELLA PITTURA.
Shikanu', pittrice in anima e poesia.
Chiedo troppo.
Parte da qui la mia idea
di pace,
da un bambino.
Un bambino,
basterebbe pensare ad un
solo qualsiasi bambino
per gettare le fondamenta solide di una pace
duratura.
In ogni situazione in ogni contesto con chiunque dovesse capitarci di fronte,
basterebbe pensare :
dentro di te c'è quel
bambino che sei stato
e che era innocente
e pieno di aspettative
di amore
esattamente
come io sono stato un bambino innocente pieno
di aspettative d'amore.
Con questa idea costante ,
Con questa idea costante ,
chiedersi se quel superfluo che vogliamo è
davvero così irrinunciabile
sapendo che per averlo
quel bambino dovrà fare a meno dell'indispensabile.
Certo
detta in questi termini
sembrerebbe un'utopia visto che tutti ( io compresa) non viviamo proprio con il
minimo indispensabile, ma sarebbe già un grande passo se ad ogni piccolo
capriccio che soddisfiamo ci togliessimo sette piccole cose che non ci
interessano più o che ci interessano meno.
Se ad ogni pretesa che abbiamo avanzato ad altri ci prodigassimo per sette piccole cortesie .
Se per ogni perdono che ci hanno concesso noi ricambiassimo con altri sette perdoni.
Se ad ogni pretesa che abbiamo avanzato ad altri ci prodigassimo per sette piccole cortesie .
Se per ogni perdono che ci hanno concesso noi ricambiassimo con altri sette perdoni.
<<-Se per ogni " ti voglio bene" che ci
dicono noi ricambiassimo con un " ti voglio bene" ad altre sette
persone e non detto così tanto per raggiungere il numero sette ma scovando
dentro di noi la voglia vera di voler bene agli altri, a quel bambino che è
dentro di noi e che è lo stesso che è dentro ciascuno di noi.
Con un impegno così ci sarebbe poco spazio per minare la pace.
Questo detto fin qui è la mia personale ricetta.
Come artista invece (nonostante alcuni meno attenti dicano che la mia arte appare cupa ,triste..tragica) sono sempre alla ricerca della luce che traspare dai coni d'ombra dell'uomo....e non è quella luce forse messaggera di pace?
Con un impegno così ci sarebbe poco spazio per minare la pace.
Questo detto fin qui è la mia personale ricetta.
Come artista invece (nonostante alcuni meno attenti dicano che la mia arte appare cupa ,triste..tragica) sono sempre alla ricerca della luce che traspare dai coni d'ombra dell'uomo....e non è quella luce forse messaggera di pace?
Scavando nelle miserie umane ci si avvicina
di più alla comprensione delle stesse, e più ci si avvicina più ci specchiamo e
più riconosciamo noi stessi negli altri e gli altri in noi.
E' molto difficile
trovare nella mia arte qualcosa che sia staccato dall'uomo, (forse nei miei
lavori giovanili) è negli occhi e nelle azioni dell'uomo che trovo quel bambino
e che tento di farlo vedere agli altri.
Per questo non mi piace
chi si vuole comprare un dipinto per abbinarlo al divano, mi piace chi compra
un dipinto perché si riconosce o mi riconosce come altra parte di se.
Perché percepisce un messaggio ( che sia intenzionale o meno da parte mia poco importa)che sia motivo di riflessione e di crescita personale.
So che può sembrare presuntuoso, ma credo sia comune in tutti gli artisti cercare di far vedere qualcosa che sia difficile da spiegare verbalmente, e tutti gli artisti veri sentono la responsabilità di ciò che tentano di trasmettere e nessun artista vero si prodiga per fomentare l'odio->>.
Perché percepisce un messaggio ( che sia intenzionale o meno da parte mia poco importa)che sia motivo di riflessione e di crescita personale.
So che può sembrare presuntuoso, ma credo sia comune in tutti gli artisti cercare di far vedere qualcosa che sia difficile da spiegare verbalmente, e tutti gli artisti veri sentono la responsabilità di ciò che tentano di trasmettere e nessun artista vero si prodiga per fomentare l'odio->>.
L’ARTISTA PRESENTA LA
SUA OPERA:
Bicchieri
<<-"Bicchieri”.
Mai mi stacco dall'uomo e dal desiderio di pace, sono quatto e sono insieme i
due in piedi stanno stretti ai lati di quelli che cadono per non farli rotolare
fino a rompersi, e sono vuoti non di contenuti, ma per fare spazio alle gocce
degli altri, e sono di vetro, fragili e al tempo stesso forti, come tutti noi,
come gli amici che si amano, come dovrebbe essere questa grande famiglia che è
l'umanità che invece troppo spesso scorda la sua natura di "vetro" e
corre velocemente perché vorrebbe la luna e non si accorge che negli occhi ha
già una stella->>.
Claudio Moica.
I Versi dell'autore, cosmopoliti gesti all'unanime accoglienza d'uguaglianza. Pace, sensazione udita dagli echi dei silenziosi bramare umani. Una voce dalla paternità poetica che acclama arte sociale: la parità spirituale in ogni individuo, meritevole d'esser innalzato al cantico della quiete.
MANI IN AMICIZIA
Nei
sogni di libertà
un
volteggiare di mani.
Mani
nere
emigranti
con
profumi d’africa;
mani
bianche
illusione
di
cieli ritrovati.
Unite
in preghiera
di
un Dio Maestro
giudicante
senza
voti di verifica.
Protese
in
segno d’amicizia
perché
i colori siano di primavera,
serve
dei
cuori puri
affinché
i torrenti non delimitino i prati diversi.
Mani
prese
in
girotondo infinito
con
ellissi orbitanti d’Amore
escludenti
di spazio all’incerto,
solo
con
auree lucenti
d’invito
all’unione.
Mani
strette
in
catene di nuvole
libere
nel vento
essenza
di contemporaneo futuro.
RINGRAZIANDO GLI ARTISTI
PRESENTI NELL’INSERTO, RIVOLGO UN PARTICOLARE SALUTO AI LETTORI, CHE SIA A
LORO POESIA IN OGNI ATTIMO DI PACE.
Pace,
apice d’apostrofi indelebili,
vitalizio atteso,
sospiro privo di termine.
Lode all’anima,
di chi porgendo la mano
sillaba mai vana sarà.
( Enrica Meloni)

Inserto blog VI edizione Palabra en el mundo, poetessa Enrica Meloni by Enrica Meloni is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Based on a work at enricameloni.blogspot.it.
Permissions beyond the scope of this license may be available at http://enricameloni.blogspot.it/.
Nessun commento:
Posta un commento